Un mare di vermi

close-UP dal mare di STC

Ebbene si, esistono i vemi di mare.

Il vermocane, Hermodice carunculata, è un verme marino appartenente alla famiglia Amphinomidae. È conosciuto anche con il nome verme cane o verme di fuoco.

Nell’antica Grecia il vermocane era un animale mitologico caratterizzato da 2 differenti sembianze. Una era costituita da un cane strisciante privo di arti. L’altra invece era un insetto che abbaiava e viveva agli inferi.

A prima vista l’aspetto di questi vermi di mare è quello di un centopiedi. Il suo corpo, lungo ed appiattito, è formato da 60 a 150 segmenti separati tra loro da una sottile linea bianca. Ogni segmento è dotato di un gruppo di setole bianche fragili ed imbevute di veleno. Un esemplare adulto può essere lungo fino a 35 cm.

Il vermocane è un vorace predatore che si nutre di coralli, anemoni di mare, piccoli crostacei ed altri invertebrati. Si nutre anche di calamari, molluschi, gamberi e cozze. Questo verme marino è anche uno spazzino, infatti mangia anche qualsiasi organismo morto che si trova nei fondali marini.

Informazioni utili

Se infastidito o urtato inavvertitamente, il vermocane lancia letteralmente le sue spine contro l’intruso. Queste hanno l’estremità a forma di uncino e si conficcano saldamente nella pelle, rilasciando il veleno di cui sono intrise.

Il veleno è costituito da una neurotossina che provoca un gran dolore ed una forte irritazione nella zona colpita.

In caso di puntura la prima cosa da fare è quella di eliminare gli aculei conficcati nella pelle. Per farlo si può utilizzare del nastro adesivo. Questo va applicato sulla pelle e fatto aderire il più possibile. Dopo lo si stacca lentamente in modo che gli aculei, restando attaccati al nastro, vengano estratti dalla pelle. Per lenire il dolore invece si può utilizzare dell’alcol.

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