Oltre il buio: subacquea inclusiva per NON Vedenti

Immergersi nel mondo subacqueo è un’esperienza che ha sempre affascinato ed incantato molti. In questo articolo cercheremo di spiegare come la subacquea, solitamente un mondo visivo, possa diventare una realtà multisensoriale, accogliente ed inclusiva anche per i non vedenti. Ci addentreremo in un viaggio che va Oltre il buoio reso possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Albatros Progetto Paolo Pinto e alla neo nata didattica ASBI – Albatros Scuba Blind International

Subacquea non vedente vista di fronte. Ha le mani poggiate sul fondale ed il resto del corpo in assetto neutro in modo da non distruggere le forme di vita. Una piccola donzella pavoni le la passa davanti ala maschera.
Subacqueo che esplora il fondale marino toccando una spugna arancione, durante un’esperienza di subacquea per non vedenti organizzata da UP Salento Diving nel Salento

Cosa ci va a fare un cieco sott’acqua?

La domanda è scontata. Perchè tutti una volta nella nostra vita, abbiamo guardato affascinati le immagini dei documentarti che ci raccontano di bellezze sommerse, di pesci, di colori e di vita. Quindi viene facile pensare che un non vedente tutto questo non lo può conosce ne tramite documentario ne tanto meno nella vita reale.

Ed è qui che interviene ASBI (Albatros Progetto Paolo Pinto) che con costanza e dedizione e soprattutto con l’aiuto dei tanti associati non vedenti e ipovedenti è riuscita a creare una didattica subacquea inclusiva per NON vedenti che permette di vedere con le mani.  Tanti ora diranno: sott’acqua non si tocca niente! Perchè è quello che da sempre ci insegnano (io compresa) ed invece no! I ragazzi non vedenti possono: le mani sono i loro occhi. La delicatezza e l’accortezza con cui osservano il fondale marino è inimmaginabile. Perlustrando con i polpastrelli millimetro per millimetro gli scogli, le alghe, le spugne ed ogni particolare che gli capiti a tiro sono in grado di ricostruire l’immagina di ciò che osservano.

Cosa rende davvero inclusiva questa didattica?

Quindi basta accompagnare un non vedente sott’acqua perchè questo possa definirsi un subacqueo come tutti gli altri? Non è proprio così.

Un normale subacqueo decide di immergersi per un motivo: fotografare, osservare la biodiversità, allenarsi… Allo stesso modo un subacqueo non vedente deve avere un fine. La didattica ASBI ha sviluppato tutta una serie di supporti didattici (fisici) che permettono al subacqueo non vedente di conoscere contestualmente all’immersione quello che sta osservando. Questi supporti permettono inoltre di al subacqueo di specializzarsi in varia campi: biologia, relitti, caverne, archeologia ecc. Se non si tratta di subacquea inclusiva questa, ditemi voi cos’è!?

Il punto di vista della Guida/Istruttore

Sono istruttore ASBI da poco più di 3 anni. Ricordo che già tempo prima avevo sentito parlare di questa associazione ma come spesso accade, un po’ per il tempo un po’ per gli impegni con il centro immersioni non sono mai riuscita a prendere parte ad un corso. Nel 2020, a settembre, è iniziata questa mia fantastica avventura che ha completamente stravolto il mio modo di fare immersione.
Il corso, una 5 giorni di full immersion al buio, ti insegna ad entrare in contatto con questa disabilità in ogni aspetto, non solo sott’acqua. Siamo tutti bravi ad andare sott’acqua se ci fregiamo del titolo di guida o istruttore; diverso è se devi accompagnare un subacqueo non vedente o insegnargli i primi rudimenti della subacquea.
Una volta completato il corso non ho lasciato passare nemmeno 2 settimane che ero già con l’associazione a fare il “turismo” (viaggio subacqueo organizzato per gli associati). Da quel momento in poi ho capito che una parte del mio lavoro, una fetta del mio tempo sarebbe stata dedicata a questa associazione e a questi subacquei

La responsabilità di accompagnare un subacqueo non vedente non differisce di molto da quella dell’accompagnare un subacqueo nonrmodotato. Sicuramente ci sono delle differenze, delle attenzioni diverse che con un normodotato non si hanno (es. fare attenzione a dove mette le mani). Quello che cambia soprattutto è la soddisfazione alla fine dell’immersione. Descrivere questa parte a parole è molto difficile per me, quello che posso dire con certezza però è che con ASBI le emozioni diventano tangibili.

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