🌊 Un piccolo gioiello sotto il mare
Tra le creature più affascinanti e delicate che potresti incontrare durante un’immersione mediterranea c’è Cratena peregrina, un nudibranco eolidino che sembra dipinto dall’acqua stessa.
Con il suo corpo traslucido e i suoi cerata colorati che virano dall’arancio al blu iridescente, questa specie incarna l’equilibrio perfetto fra bellezza, adattamento e natura predatrice.
È nota anche come “nudibranco pellegrino” per la parola peregrina nel nome, che in latino significa “viaggiatrice” o “forestiera” — un appellativo che celebra la sua presenza diffusa nel Mediterraneo e lungo coste atlantiche.
🧬 Classificazione e aspetto morfologico
Classe: Gastropoda
Ordine: Nudibranchia
Famiglia: Facelinidae
Cratena peregrina è tipicamente lunga 3–5 cm, con corpo sottile e allungato.
Il corpo appare generalmente bianco-latteo o trasparente, ma i cerata — appendici dorsali che fungono da “gambette respiratorie/appendici digestive” — assumono tonalità di arancio, porpora, bruno o blu, con le punte che brillano di un riflesso azzurro iridescente
Sulla testa, si distinguono:
Due rinofori arancioni, organi sensoriali usati per captare odori e movimenti nell’acqua;
Due tentacoli labiali, più lunghi, traslucidi o biancastri;
Due macchie arancioni poste davanti ai rinofori, caratteristica distintiva frequentemente osservata.
La disposizione dei cerata è in circa 8-10 gruppi per lato del dorso.
🍽️ Dieta, strategie difensive e comportamento
🪸 Alimentazione
Cratena peregrina si nutre principalmente di idrozooi del genere Eudendrium, colonie carnose a cespuglio presenti sui fondali rocciosi e sui rami di alghe o praterie.
Una strategia particolarmente interessante che adopera è la cleptoprédazione: quando consuma un polipo idrozoo, non distrugge le sue cellule urticanti (cnidocisti) – le trasporta intatte fino ai propri cerata (nei cosiddetti cnidosacchi) e le usa come arma difensiva contro i predatori.
🛡️ Difesa
In presenza di minacce, Cratena tende ad erigere i cerata verso il nemico, esponendo le sue “armi” velenose.
Inoltre, mostra comportamenti aggressivi persino nei confronti della propria specie o di altre specie rivali quando competono per lo stesso cibo.
👥 Riproduzione
Cratena peregrina è una specie ermafrodita simultanea: ogni individuo possiede sia gonadi maschili che femminili.
Tuttavia, l’auto-fertilizzazione non è comune: due individui si scambiano sperma reciproco (👍 cross-fertilizzazione).
La deposizione è in forma di nastri gelatinosi avvolti attorno agli idrozoi, contenenti uova di colore rosa-salmonato.
Le uova schiudono in larve veligere planctoniche, che trascorrono un periodo di vita libera prima di metamorfosarsi e fissarsi.
📍 Distribuzione, habitat e stagionalità
🌍 Distribuzione
Cratena peregrina è una specie endemica del Mediterraneo, ma è stata segnalata anche lungo le coste atlantiche (Spagna, Portogallo, Canarie) e occasionalmente oltre.
🏝 Habitat
Preferisce fondali rocciosi, lamine coralligene e praterie di Posidonia, a profondità comprese tra 5 e 50 metri, dove l’acqua è limpida e ben ossigenata.
Spesso la si trova direttamente sulle colonie di idrozoi Eudendrium, che costituiscono la sua fonte di cibo e sito di deposizione.
📅 Stagionalità
Tradizionalmente Cratena peregrina è osservata con maggiore frequenza in estate e in zone ben illuminate, ma studi recenti condotti lungo le coste ioniche mostrano che può essere presente in tutte le stagioni, anche in profondità maggiori di quelle finora considerate.
Ciò suggerisce una certa plasticità ecologica e un possibile legame con l’aumento delle temperature marine nel Mediterraneo.
🌟 Curiosità affascinanti
Nome poetico: peregrina significa “viaggiatrice” — il termine celebra la sua capacità di spostarsi e colonizzare vari ambienti marini.
I cerata visibili: nelle sue appendici dorsali spesso è possibile intravedere, per trasparenza, i diverticoli digestivi o parti del tratto digestivo.
Difesa “rubata”: utilizza cellule urticanti degli idrozoi che consuma e le “ricicla” per proteggersi — un fenomeno chiamato kleptocnides o cleptoprédazione.
Similitudini in coppia: cresce spesso insieme a Flabellina affinis, un altro nudibranco comune, che può competere con Cratena per risorse e habitat.
Indicatore termico: la sua presenza durante mesi freddi può essere usata come indicatore biologico del riscaldamento delle acque marine, dato che è considerata una specie “a prefrazione termica temperata”.
🔗 Suggerimento interno
Vuoi approfondire altre specie note del Mediterraneo? Dai un’occhiata al nostro [Close-UP Mediterraneo: Il Polpo Comune] per un confronto accattivante tra intelligenza e strategia marina.
Risorse per Approfondire
World Register of Marine Species (WoRMS)
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